Al lago di Molveno, con lo zio Stefano che parla con Elia la lingua dei grandi, ma con un’ accento di timido affetto che non può sfuggire e mi fa essere grata delle persone che vogliono bene al piccolo meraviglio, solo perché è lui; e poi piedini che sguazzano nell’acqua fresca e corrono sull’erba, sassi che suonano ” pluf” nel verde del lago, pescetti da salutare e fiori a cui mandare baci. Vacanze col nostro odore, con l’eco di risate a occhi spalancati e abbracci sonnacchiosi, quando è l’ ora della nanna.

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