Mi mancano cose piccole, quelle annidate in quella che sembrava routine e che adesso mi sembra privilegio.

Mi manca portare Elia a scuola e, all’uscita riprenderlo e, con la merenda in borsa, portarlo al parco, annullandomi per un’ora, in cui il mio compito è solo guardare, applaudire e incoraggiare, a ripetizione.
Ho sveglie più lente e con un piccolino che spesso, mi fa trovare la colazione pronta, e il mio compito è svegliarmi piano, mentre lui chiacchiera e io devo solo ascoltare, annuire e mostrare stupore al racconto dei suoi sogni.

Mi manca il caffè con un’amica, le rare camminate un po’ a vuoto, per le vie della città, e comprare fiori freschi.
Ho una tazza di tisana bollente, da tenere tra le mani, un po’ per scaldarmi, un po’ per sentirne il profumo, prima di berla mentre parlo al telefono. Ho lo yoga fatto in camera, con accanto la micia e il Meraviglio che esegue le posizioni in modo giocoso e prefetto. I fiori, quelli non sono sostituibili, ma sarà una delle prime cose da fare, appena possibile, che si, si possono ordinare, ma non è lo stesso, e preferisco aspettare.

Mi manca, un po’ di solitudine, sembra contraddittorio in assenza di socialità esterna, ma io amo scegliere di avere del tempo da sola.
Ho la vocina del Meraviglio che sale su da Lui grande e lo chiama “papino”, mentre fanno progetti di costruzioni di cartone, colla e taglierino.

Mi manca, una cosa frivola e forse sciocca, come entrare nei negozio per bambini, e curiosare nel reparto bebè, pensando a chi sarà e anche a trovare qualcosa per il fratello grande che mi aspetta.
Ho un bimbo Meraviglio, che sta mettendo da parte il suo librini cartonato, il suo doudou, e i pupazzi da neonato e mi dice “laviamo tutto bene, così sarà tutto pronto per quando arriva fratellina!”

Mi manca, vestirmi carina e sentire i passi che risuonano nelle scarpette colorate che Lui grande dice sono buffe, ma carine.
Ho ancora vestiti che mi stanno bene, anche con la pancia, e Lui grande che mi dice” sei bella”.

Mi manca, dare per scontate tutte queste cose che prima facevo, godendole ma anche rimandandole, quando sembrava ci fossero cose molto più urgenti.
Ho, più consapevolezza, e la possibilità di scegliere di apprezzare profondamente e ogni volta che mi sarà possibile, tutte quelle cose scontate che mi mancano.

Ho i miei ometti vicini, che mi fanno sentire molto amata, una gatta che è felicissima di averci sempre vicini, soprattutto Lui grande, il suo amore; ho una casa che amo, e che proprio in questo periodo si accende al tramonto di una luce perfetta, che cade sul pavimento, inonda le stanze e mi incanta.

Mi manca il mio lavoro, fatto soprattutto di relazioni, mi mancano certezze, e la serenità che vorrei per far nascere questo qualcuno che ancora non conosco.
Ho un ufficio in casa che mi somiglia molto, e che sto costruendo un pezzettino dopo l’altro, per trovarmi. Ho paura, di come non sarò, e di come potrebbe non essere, ma so che in qualche modo, invece, andrà bene.

Mi manca e mi mancheranno molte cose.
Ho la consapevolezza che torneranno, le cose che mancano, e spero, di saperle accogliere come meritano.

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