Tu, piccolissimo, che te ne stai lì dentro e ti fai sentire, detti i miei ritmi rallentati e mi tieni sveglia di notte.

Tu, che ti muovi come un pesciolino e tuo fratello si emoziona a sentirti e mi dice “mamma, secondo me non è un calcetto, è un battipugnetto con me” e sorride forte a pensarti.

Tu che, quando senti la mano del papà, ti muovi veloce e ti fermi lì sotto, come se già capissi che sei al sicuro. Che fai capriole se mangio le fragole col limone ( piacciono tanto anche a me, e il Meraviglio ne è golosissimo), e poi ti quieti, quando leggo la storia della buonanotte, e siamo in cameretta, con la micia vicino.

Tu, che ti ritrovi con una mamma un po’ scalpitante e poco new age, che ti fa ascoltare rock e cantautori, ma ti assicuro, ama anche la musica classica e l’opera e il jazz ma in questo momento ha bisogno di pensare e da sempre lo sa fare meglio con la musica che le parla di più.

Chissà se ti piacerà, questa mamma qui, che forse ti darà meno attenzioni esclusive ma racconta storie inventate e ce ne saranno di belle, tutte per te, e si divertirà a preparare biscotti (che lei mangia poco!) con te e tuo fratello, perché i bimbi con la farina addosso le sembrano, da sempre, bellissimi. Una mamma che non ama i lavoretti ma applaudirà ogni tuo disegno e ti fornirà colori, fogli e tempo libero per colorarli a modo tuo.

Chissà se capirai il suo bisogno di andare, che le è fondamentale solo perché adesso sa dove è casa, e se partire è indispensabile, lo è perché sa dove vuole tornare.

Questa mamma che ha un papà accanto che è il migliore che potesse pensare, e un fratello grande per te, che la commuove a vedere come e quanto ti aspetta. Saranno le persone più importanti della tua vita, come lo sono della sua.

Tu, piccolissimo, che già ti amo pazzamente e sono così curiosa di conoscerti, di impararci fuori da me, e di scoprire con che ritmo camminerai tu, sul mondo.
Tu, che mi hai fermata, un po’ prima che ci fermassimo tutti, e che a volte mi sentirai triste o insofferente, perché ho i pensieri che vanno insieme ai passi, e non poterli fare mi pesa, e non so negarlo.

Ma, allo stesso tempo, tu che sei arrivato quando non pensavo, e mi hai riportato quel senso di privilegio enorme nel poterti sentire, sapendo che ti crescerò anche; per qualcuno è scontato, per me è un pensiero vivido come non mai, questo regalo che, ancora una volta, mi ha fatto la vita in una delle sue giravolte.

Perché una cosa tua fratello me l’ha resa chiarissima. Voi siete fatti per andare e io per sospingervi, voi non siete miei, io sono perdutamente vostra.

Perché tu sei figlio e io sono madre ma tu sei e sarai, sempre e soprattutto te stesso.

Non vedo l’ora di scoprire come sei, mio caro piccolissimo.

Con amore,

Mamma.

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