Cose a cui pensare. Stamattina sono stata a fare una visita. Nonostante l’atmosfera surreale, il quartiere quasi totalmente vuoto, c’era un sole bellissimo e un cielo azzurro, proprio da inizio primavera. Avevo messo una gonna rossa, la maglia a righe e il cappottino, che anche se solo per dovere, uscire par sempre un po’ una festa, di questi tempi. Beh, sia all’andata, che al ritorno, ho incontrato solo musi lunghi, facce scure e imbronciate. Lo capisco, è un periodaccio, e siam tutti un po’ nervosi, per la socialità nulla, per le preoccupazioni varie, ognuno le sue, ma credo davvero che sorridersi, possa essere un modo per manifestarsi solidarietà, empatia.
A distanza certo, ma con le facce aperte, o almeno non ombrose e scorbutiche, ché i sorrisi sono contagiosi e anche se non c’è un motivo preciso, meglio scambiarsi un sorriso che un mugugno.
Da notare, i sorrisi, la cordialità, li ho trovati in l’ambulatorio, dietro le mascherine e i guanti di lattice, con gli occhi brillanti, un po’ preoccupati ma pronti a rassicurare. Non credo sia un caso.

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