E tu? Che pensi, che fai li dentro? So che senti tuo fratello che ti parla, e il tuo papà che ti accarezza, perché fai saltelli e ti avvicini a loro. Senti anche la micia, e a volte hai il singhiozzo e ci fai ridere un sacco. È una vertigine pensare che ormai si tratta di qualche manciata di giorni e ci conosceremo.

Chissà se lo senti, che sei già tanto amato e che stiamo cercando, ognuno a modo suo, di prepararti il tuo posto qui: papà vernicia e leviga, il tuo fratellino prepara il posto per la palestrina di stoffa che ha assolutamente voluto prendere per te, la micia provando senza pudore ogni cosa a misura di bimbi, che le deve parere a misura sua, come una novella riccioli d’oro (ma con molto pelo nero da debellare).

Io non so se sono brava come loro, riordino fuori per provare a non cedere all’ ansia, sono combattuta tra la paura di tutto e il coraggio un po’ incosciente; mi terrorizza partorire di nuovo, e allo stesso tempo so, che in qualche modo nascerai. Non so essere serafica e serena, mi chiedo se sarò in grado di esserti madre come vorrei. Rassicuro loro per trovare calma, ma non so se sono convincente. Da sempre son più brava e indulgente con gli altri che con me stessa.

Una cosa sola la so dentro, da sempre, ed è quello a cui mi aggrappo, una certezza nel caos: tu porti ancora più amore, e sarai secondo solo per tempismo, ché in famiglia non esistono file da seguire ma solo ricchezze e peculiarità da seguire e alimentare.

Te lo prometto, come anche per tuo fratello, non ci saranno paragoni, niente “prima o dopo, meglio o peggio”, mi impegno a vederti nella tua unicità, a cercarla sempre, anche quando sembrerà più faticosa, anche e sopratutto quando sarà diversa da tutti.

Saprò sbagliare, e mi alleno da quando sono mamma a saper chiedere scusa e lo farò, ché se la perfezione dei genitori non serve, l’onestá di ammettere gli errori la trovo indispensabile, tanto più con i più piccoli.

Mi preparo a farmi rivoluzionare, tu prendimi per mano, che io ho un po’ paura, ma so anche che tu, mio piccolissimo, il tuo posto qui fuori lo hai già pronto, dal primo momento che ti abbiamo saputo.

Ti aspetto,

Mamma

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