La prima parola che oggi viene fuori sulla tastiera del mio telefono è “grazie”, ed è proprio vera.

Le brioches portate da lui grande per una colazione di festa.

Camminare in città, godendo di una primavera luminosa

Tornare in tempo per un pranzetto solo da scaldare, grazie alle scorte della mia mamma.

Un riposino col piccolissimo stretto stretto (tanto per cambiare 😅).

Andare a prendere il meraviglio e poi insieme a lui, il piccolissimo e lui grande andare a spasso per il quartiere e fare un aperitivo al nostro mercatino del cuore.

Le telefonate con le amiche e tanti messaggi, ovunque.

Il pensiero di lei che trentasette anni fa, mi faceva nascere, più sola e più sperduta di quando io ho fatto nascere i miei figli.

E le penso un coraggio grande, e spero, anche un po’di felicità e tenerezza, seppur mischiate a paura e dolore.

Penso anche a lui, che non le è stato accanto e chissà se ha mai saputo di me, o se proprio sapendolo se ne è andato.

Gli invento scuse, regalo il beneficio del dubbio.

Grazie, è la parola di oggi. Ed è perfetta.

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