Il Meraviglio questa mattina si è alzato prima di tutti e ha voluto preparare la colazione. Con qualche dritta materna (su quale numero la rotella del tostapane? Quanti minuti il tuo the in microonde, papà vuole corn flakes o granola?) ha disposto tovagliette, tazze, e tutto il necessario.

È riuscito anche a resistere alla tentazione di svegliare Lui grande appena pronto, ed ha atteso che ci alzassimo dopo mezz’oretta, giocando.

Lui, che è cresciuto così tanto in questo anno, catapultato dall’essere il bimbo di casa ad essere fratellino grande, e che con entusiasmo vive questa novità, con una capacità invidiabile di cogliere, ed esprimere, anche le sfumature di fatica.

“Mamma, mi manca stare in po’ noi due da soli “, ” Quando tutti guardano lui, un po’ mi sento solo soletto. Non voi, ma i nonni o gli amici. Perché lui è davvero COSÌ carino! E io mi sento troppo grande ” “Mamma, io amo il mio fratellino, ma a volte, vorrei stare solo con te”.

Sono fiera di lui che sa dirci la sua fatica e ancora di più mi commuove che non la riversi mai sul piccolissimo, ma che sappia indirizzare le sue richieste a noi, che giustamente, siamo gli adulti che le possono accogliere.

Intravedo l’uomo che potrebbe essere, nei sorrisi sghembi e divertiti che lancia qua e là, nella cura che rivolge ai piccoli, nella sensibilità profonda, che gli inumidisci lo sguardo, quando incontra il dolore altrui, o la bellezza improvvisa.

Stringo il bimbo che è stato e che ha ancora bisogno di essere, nelle coccole che chiede, nei racconti fantastici che ci divertiamo a fare, nei disegni stupendi che gli suggerisce la fantasia, nelle dita rosse di ciliegie e fragole e i baffetti di cioccolata, quando sbuffa per lavarsi le mani, ma poi lo fa perché “lo so, lo so, tu mamma sei pulitina e vuoi così anche per noi” ridacchiando di (crede) nascosto.

Cresco accanto alla persona che è, godendomi il privilegio di essere ancora e per ora, scelta per le sue confidenze, per abbracciare le sue fatiche di bimbo e strapazzare la sua tenerezza sulla porta di casa, prima di andare a scuola, ché li davanti, in mezzo agli amici, abbiamo concordato una carezza discreta sulla testolina come saluto.

Salti dentro alla vita mia Meraviglio e io, cerco di saltare con te.

La colazione era buonissima.

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